Giuseppe Tortora
Il corpo e le tecnologie informatiche


Seminario a
Università di Roma Tre
26 maggio 2009


Facoltà di Lettere e Filosofia - Dipartimento di Filosofia
Roma - Via Ostiense, 234

Sala del consiglio (2° piano)



Scenari imprevedibili

Le tecnologie digitali stanno trasformando In prospettiva: nuova condizione dell'uomo con Ibridazione di Abbattere la barriera del corpo

La barriera del corpo

Commentando l'esperimento Warwick ha detto:

«Eravamo in zone distanti del laboratorio e attorno a noi c'erano diverse persone. Io e mia moglie eravamo collegati a un computer che avrebbe catturato il segnale dei rispettivi impianti e trasmesso all'altro via Internet. Quando Irena ha sollevato il dito e io ho percepito chiaramente la piccola scarica direttamente nel mio sistema nervoso, è stato un momento incredibile. La stanza era piena di gente ma io stavo comunicando con mia moglie in un modo che solo noi due potevamo percepire. È stato davvero speciale.


Ma nel suo progetto, come ha detto alla rivista «Wired», c'era di arrivare al punto che ognuno dei due fosse in grado, ad esempio, di avvertire in modo inequivoco lo stato di gioia o di depressione, d'irritazione o - anche ­ di eccitazione sessuale, dell'altro. Proprio come ha immaginato la regista Kathrine Bigelow nel film «Strange Days».»


Vita individuale e condizione umana

Uso di dispositivi informatici: Insomma

Dagli anni Novanta



Eccessi della letteratura internazionale

Spesso "fughe per la tangente", approdi visionari, avventati scarti logici
Ma [se e quando avranno luogo] queste trasformazioni cambieranno Cambieranno

Paura del post-umano?

Robert Pepperell, in The Posthuman Condition: Consciousness Beyond the Brain, 2003, va giù duro:
«It is now clear that humans are no longer the most important things in the universe; this is something that humanists have yet to accept»

In questo modo però si rischia di Mentre invece : trasformazione potenzialmente esaltante.
Quella post-umana, nelle previsioni, sarà una condizione

Niente da temere!

Tante buone novità.
Nuove funzionalità e nuove possibilità agl'individui. Radicali novità nel modo Trasformazioni Insomma

Costi e ricavi

La tecnologia non sottrae l'uomo a se stesso.
Certo È accaduto anche nel passaggio dalla condizione scimmiesca a quella umana.
Tanti aspetti della naturalità dell'uomo sono stati abbandonati o si sono indeboliti nel processo di culturalizzazione.
Ma chi, guidato dal buon senso, rinuncerebbe oggi - nell'epoca che David Bell indica come quella della «cyberculture» (An Introduction to Cybercultures, Routledge; 1st edition (January 15, 2001)» - ai vantaggi della umanizzazione del bestione originario per recuperare - tanto per fare un esempio- il potente odorato di un cane?

L'atroce sospetto e l'«ingannevole illusione»

Il sospetto: potere malefico della tecnologizzazione della vita.
Martin Heidegger in Die Frage nach der Technik
Per Heidegger

Conservatorismo moderato?

Heidegger sembra soft.
Ma quel che disse trovò attenzione nei coevi esponenti del pensiero politico «antimodernista».
I quali hanno accentuato i pericoli della tecnica.
L'affermazione della tecnica è Il demoniaco della tecnica

In un «Gespräch» di ZTF Heidegger (1969) reagisce:
«Zunächst ist zu sagen, dass ich nicht gegen die Technik bin. Ich habe nie gegen die Technik gesprochen, auch nicht über das so genannte 'dämonische' der Technik, sondern ich versuche das Wesen der Technik zu verstehen».

Ma evidenti sintonie con certe tematiche antimoderniste.
Oswald Spengler, in Der Mensch und die Technik: Beitrag zu einer Philosophie des Lebens [ Monaco, 1932, pag. 69.]:
A fondamento della tecnica:


Pessimismo letterario e cinematografico

Ne rende conto Antonella Elia: Uomini di latta e sogni di metallo.
  1. Neuromante, di William Gibson:
  2. «Blade Runner» di Ridley Scott:
    insinua il sospetto che le creature artificiali siano più umane degli uomini: sia sul piano fisico che su quello morale
  3. «Matrix», il film di Andy e Larry Wachowski, ha Influenzato da letteratura, filosofia e persino teologia occidentali.
Dietro pare intravedere quanto Jean Baudrillard : «Le simulacre n'est jamais ce qui cache la vérité - c'est la vérité qui cache qu 'il n'y en a pas. Le simulacre est vrai» (Simulacres et simulation, Paris: Galilée, 1981) .

L'altra faccia della medaglia

Antonella Elia: Uomini di latta e sogni di metallo.
L'apertura del discorso sull'uomo artificiale testimonia il desiderio dell'uomo stesso

Sul corpo: tendenze opposte

Zigmunth Bauman, La società dell'incertezza (1999).
  1. Viviamo nella società
  2. Il corpo
Teoreticamente la cosa è ancora più complessa: Sul corpo: l'insoluta ambiguità

1. 2. In ogni caso ci troviamo a una soglia.

L'ignoranza genera mostri

L'evocare il mostro della disumanizzazione genera soltanto quella paura che è l'espressione umana, troppo umana, dell'ignoranza.
Il dire che la tecnica moderna ha due conseguenze Insomma ha come risultato l'astrazione delle esistenze concrete dal corso naturale delle cose umane.
Ma la fiducia nel futuro non autorizza nessuna attenuazione della vigilanza etica sulla gestione pubblica della tecnologia.

Vincere una battaglia? O vincere una guerra?

Caso Galilei: cannocchiale e copernicanesimo
L'innovazione scientifico-tecnologica vince sempre L'umanizzazione dell'uomo

Una tecnologia può pure essere asservita ad interessi diversi dall'accrescimento del sapere e dalla cura del benessere individuale e dal bene comune.
Ma piuttosto che demonizzarla, è opportuno esprimere un deciso e rigoroso giudizio di disapprovazione morale
Edoardo Boncinelli, in L'anima della tecnica, ricorda il contributo determinante della tecnica allo sviluppo della civiltà.
  1. La tecnica è il mezzo con cui l'intelligenza "libera" l'uomo dalla pena
  2. Le macchine
  3. La macchina


L'angoscia del futuro tecnologico

Con le macchine Certo: questa trasformazione non è indolore.
Ma a suscitare paura Temiamo che la macchina diventi sempre più autonoma, nella gestione dei suoi compiti, al punto di poter esercitare essa stessa un'azione di controllo e di regolazione

Il punto di non ritorno

Certo, si può anche fare a meno dei dispositivi tecnologici.
Si può vivere anche senza ricorrere alle tecnologie dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni, della gestione delle informazioni e della comunicazione.
Ma ad ogni rilevante evoluzione tecnica ci si trova ad un punto di non ritorno: perché abortiscono solo le tecnologie che non trovano rispondenza nei bisogni.
Ogni tecnica diventa indispensabile quando per l'esecuzione di compito essa è

Verso la «Virtual Reality»?

Ormai siamo all'epoca dell'informatica.
Del suo impatto sull'uomo ancora non si riescono a intravedere Sappiamo che essa può anche apprestare congegni tali da dotare la persona umana Virtual Reality.
La tecnica consente trasformazioni talmente ardite, di stimoli e di segnali, da creare a livello percettivo un vero e proprio "nuovo mondo" non sottoposto, ad esempio, alle leggi della fisica.    

Homo novus - Nova societas

L'uomo >>> con le ICT (Information and Communication Technologies) risultano Le società >>> Con le DT (Digital Technologies)
  • sia per l'attività economica
  • sia per le pratiche politico-sociali
    vivono e operano in un ormai ­ imprescindibile e irreversibile - sistema d'interdipendenza. Dunque
    La trasmissione in tempo reale di informazioni provenienti da ogni angolo del mondo sta affermando sempre più, negli individui delle società avanzate, un sentimento di coappartenenza planetaria, e, in virtù della "prossimità virtuale" ­ che non è meno "reale" della "prossimità fisica" - si sta sviluppando sempre più anche la percezione di una corresponsabilità planetaria.  

    Intelligenza: collettiva e connettiva

    Tecnologie di rete:
    1.
  • Per vivere al passo del ritmo di sviluppo della realtà, è necessario che intelligenza individuale si renda partecipe, con un fruttuoso dare e avere, di quella «intelligenza collettiva» di cui parlava Pierre Lévy.
  • Qualunque bisogno d'informazione e di conoscenza deve trovar risposta nel sistema reticolare planetario delle risorse culturali.
    2.
  • L' intelligenza individuale può esplicitare appieno la propria potenza costruttiva e creativa solo all'interno dell'«intelligenza connettiva» di cui ha parlato Derrick De Kerkhove
  • Qualunque attività dell'ingegno può compiersi solo nella modalità di interazione, attraverso la connessione digitale, a tantissime altre intelligenze operanti nel sistema di rete mondiale.  

    Il simbionte

    Giuseppe O. Longo, Il simbionte. Prove di umanità futura
    Vede nell'uomo futuro un "simbionte", una realtà in cui coesistono simbioticamente Dice: Longo ci racconta l'avventura di un simbionte che,  

    Un transito faticoso e doloroso

    Nelle nostre società occidentali:

    Reale e virtuale



    L'altra faccia della medaglia

    Quanto alle relazioni interpersonali la mediazione tecnologica non sempre e non necessariamente è dannosa.
    In certe circostanze infatti il medium E poi ci sono altri aspetti vantaggiosi da mettere in bilancio.  

    Sorti magnifiche e progressive?

    Difficile essere ottimisti nel travaglio del parto.
    La vita dell'uomo cambia, ma restano Si ripetono o si perpetuano condizioni di rozza conflittualità.
    La tecnologia «razionalizza» e «potenzia», ma l'uomo

    Nuova scala di valori
    Tutta l'umanità dovrà celebrare il rito di passaggio.
    Altrimenti solo nuovi squilibri e nuove fratture fra i popoli.
    Dunque Nel saggio Demain les posthumains. Une nouvelle éthique à l'âge du clonage, Jean-Michel Besnier, avverte
    Oggi impera «le non-humain».
    Bisogna che ci reinventiamo una morale. Le tradizionali fonti della morale ­ compresa la religione ­ non sono in grado di dare risposte adeguate ai nuovi problemi.
    «L'âge posthumain» è un fatto: e «nous y sommes».
    E ne stiamo avvertendo il peso: «ses utopies sont devenues nos obsessions». A cominciare dall'ossessione di superare i limiti del corpo. «
    Les définitions classiques de l'humain
    » ­ dunque - «ne nous permettent plus de penser l'homme aujourd'hui».
    "Il post-umano presente" già richiede ­ e imperiosamente - «une nouvelle échelle de valeurs».
     
     
    "Bio-catastrophistes" e «techno-prophètes»

    Gli eventi in corso sono importanti.
    Non si può distogliere lo sguardo. Non si può rinunciare Né si deve cedere al canto delle sirene che invitano Dominique Lecourt in Humain, post humain avverte:
    oggi è in corso una lotta per l'occupazione della scena tra ...
  • biocatastrofisti
  • e tecno-profeti

    Negare tutto, negare sempre
    Alcuni   Altri - anch'essi , senza solidi argomenti -  

    Vecchio e nuovo «uomo nuovo»
    Antoine Robitaille, Le Nouvel homme nouveau, voyage dans les utopies de la posthumanité,
    «Uomo nuovo»? La dizione è vecchia. Tipica di utopie del XIX secolo: progetto di «creare» un «nuovo» essere umano attraverso il mutamento delle condizioni socio-politiche.
    Niente di più estraneo ai progetti dei «post-umanisti».
    Il «nuovo uomo nuovo» sarà tale in virtù delle «nouvelles technologies nano-bio-informatiques».
    Certo,

    Il corpo come carne mutante

    Denis Baron, La chair mutante. Fabrique d'un posthumain: «les nouvelles technologies ont engendré une révolution culturelle et cognitive qui a changé notre rapport au monde».
     

    Dietro l'angolo

    Che cosa accadrà dunque in un domani più o meno lontano?
    Ci vorrebbe la sfera di cristallo dei maghi.
     Ma a chi nutre timore per i tempi a venire, a chi si chiede con ansia che cosa ci sarà dietro l'angolo, quali sorprese ci riserverà il futuro, è opportuno ricordare che la V "Dichiarazione generale" del Manifesto di Pepperell dà ampia e perentoria rassicurazione: "Il futuro non arriva mai".