Presentazione del volume
Arnolfo Petri, Graffi del cuore, Guida, 2010
Libreria Guida a Port'Alba
Giovedì 15 aprile 2010 - ore 18:00




Giuseppe Tortora
Graffi del cuore

Ci penso spesso ... Sempre la stessa domanda ...
La pongo ora in desueta forma retorica:
Per capirci qualcosa ... guai affidarsi ai critici letterari. Ed anche agli studiosi di estetica.
Poniamo il caso: ... Croce. Il quale, nell'esprimere considerazioni e valutazioni, non faceva troppi giri di parole.
Nel recente volume: Eterodossie crociane, l'autore, Sossio Giametta, mostra come il grande filosofo offre indicazioni analitico-critiche abbastanza sconcertanti anche in merito alla poesia. Eppure il filosofo ha scritto un articolato saggio proprio su poesia e non-poesia. Giametta segnala che, anche quando parla di poesia, l'intelligenza di Croce non resta indifferente alle pulsioni delle proprie passioni. E così si lancia talvolta in inopportune enfatizzazioni o, al contrario, in eccessivi ridimensionamenti. Insomma tutto questo per dire che la poesia chiede - prima di tutto - e sopra tutto - l'ascolto. Un ascolto con l'intelligenza e col cuore.
Naturalmente di una produzione poetica si può anche discutere in base ad un ampio spettro di criteri. Anzi si deve. L'ascolto, ad esempio, non può sopprimere il giudizio di gusto personale. Tanto meno, all'occorrenza, la valutazione del posto che quella produzione, se meritevole, va ad occupare nella storia della cultura letteraria.
Sì perché la poesia è una galassia. In cui convivono tipologie di creazione molto diverse tra loro. Insomma, altro sono le Poesie amorose di Saffo, (del genere: lirica monodica), ed altro le Argonautiche di Apollonio Rodio (del genere: poema epico). E, analogamente: il Canzoniere di Leopardi è cosa ben diversa dall'Orlando Furioso di Ariosto. Insomma: altro è la poesia che si alimenta dell'esplorazione del proprio mondo interiore, altro sono le creazioni in cui, ad esempio, si sperimenta la potenza evocativa della parola, la capacità di fascinazione del ritmo, e finanche del potere euristico e rivelativo della cosiddetta "dispositio" dei versi. Per non ricordare poi che ... è già da un po' che, nello spazio della poesia, occupa un suo posto anche la cosiddetta poesia informatica: un genere poetico nuovo, attualmente in fase di costante e rapida evoluzione: proprio recentemente se n'è fatta trattazione in un volume collettaneo curato da Matteo D'Ambrosio dal titolo: «Il testo, l'analisi, l'interpretazione, Studi di teoria e critica letteraria sul tema: Letteratura, tecnologia, scienza».
La creatività poetica insomma non conosce confini; e rigetta ogni limite, specialmente i limiti di modalità generativa e di tecnica espressivo-comunicativa.

Ascolto richiede dunque anche la poesia di Arnolfo Petri.
Poesia intensa. Suggestiva.
Poesia
Tutto questo sullo sfondo. perché il superficie si alternano caleidoscopicamente Ricorrono soprattutto le immagini del nostro sud, In questo paesaggio mediterraneo domina il mare. Un mare che strega, un mare maternamente accogliente, che diventa tenera e ricca metafora: E torna con insistenza il tema del desiderio, della voglia E naturalmente Non è il caso di continuare su questo registro. Del resto ogni lettore-fruitore coglierà quelli ch'egli avverte essere le tematiche per lui più rilevanti. In fondo ogni lettore è pur sempre, in qualche modo, co-autore.

Ho iniziato questo discorso ponendo quesiti apparentemente astratti. Ora ripropongo quegli stessi quesiti ad Arnolfo in relazione alla sua attività poetica. E allora: Intanto provo a proporre - io - qualche indicazione.
In poesia, il bisogno implica pure l'obiettivo. meglio: lo scopo corrisponde biunivocamente all'esigenza. e se, sulla scorta di croce, individuiamo nella creazione poetica la compresenza di una istanza espressiva ed una comunicativa, tuttavia la storia letteraria mostra che in alcuni generi prevale la prima, in altri la seconda.
Ora, con tutta evidenza la poesia di arnolfo petri è del genere che diremmo: intimistico. Un genere che ha nobili trascorsi e trova ancora molti cultori, fautori e appassionati. In questo tipo di poesia la creatività fantastica si fa strumento di quel che emerge dall'attività introspettiva. Detto in altri termini, il bisogno di dar corpo a quel che si legge dentro di sé l'ha vinta sull'esigenza di comunicare. insomma la funzione espressiva predomina sulla modalità comunicativa. del resto, questi testi, adeguatamente letti, potrebbero anche suonare come pregevoli creazioni di prosa poetica, indipendentemente dalla strutturazione in versi conferita dall'autore.
A me sembra che per arnolfo la poesia sia prima di tutto uno strumento rivelazione di sé a se stesso. la modalità poetica Il poetare - così a me sembra. - per lui è Poi, certo, ci sono anche gli altri: i fruitori. Ma si tratta solo di destinatari di un messaggio in bottiglia. Nella speranza che qualcuno, leggendo, trovi una qualche sintonia, e soprattutto apprezzi il tentativo, da lui fatto, per rendere ancora più consapevolmente «umano» se stesso.
È così, Arnolfo?