SPINOZA E LEIBNIZ

Una vita dedita alla ricerca

La filosofia spinoziana si afferma in una parte dell'Europa, l'Olanda, che, pur, essendosi da poco affrancata dal predominio economico e religioso della Spagna cattolica, aveva saputo creare un clima di tolleranza civile e religiosa favorevole ad una speculazione filosofica incentrata sulla comprensione razionale della realtà. La borghesia mercantile olandese, con la sua intraprendenza commerciale, aveva prodotto un diffuso benessere economico ed aveva favorito l'affermarsi di una cultura laica fondata sull'ideale cartesiano della chiarezza intellettuale. Ed è proprio questa norma della chiarezza intellettuale rigorosamente applicata in ogni momento della speculazione filosofica che rappresenta lo spirito piú autentico dello spinozismo. E' grazie ad essa che Spinoza può superare i pregiudizi religiosi e può conquistare la visione unitaria di una realtà articolata in una concatenazione causale capace di dar conto di ogni fenomeno particolare. L'arditezza speculativa del pensiero di Spinoza, paragonabile probabilmente soltanto a quella di Bruno, consente alla filosofia occidentale di rivendicare la piú ampia autonomia razionale in ogni campo della sua attività, dalla metafisica all'etica, alla politica. Lo stesso metodo geometrico utilizzato da Spinoza nell'esposizione della sua filosofia, piú che una concessione alla moda matematizzante dell'epoca, risponde ad una profonda esigenza non soltanto formale espositiva, ma sostanziale. La comprensione di una realtà considerata articolata secondo nessi rigorosi ed immutabili non poteva realizzarsi se non seguendo la struttura stessa di questa realtà. Soltanto un procedimento rigorosamente deduttivo poteva consentire, partendo dal tutto, una intelligenza completa e precisa di tutte le articolazioni interne a questo tutto.
Benedetto Spinoza nacque ad Amsterdam il 24 novembre del 1632 da una famiglia di ebrei portoghesi trasferitasi in Olanda per sfuggire alle persecuzioni religiose. La sua prima educazione, secondo il costume tradizionale, fu basata sulla cultura ebraica: il Vecchio Testamento, il Talmud, la Cabala. Ma alla scuola di un dotto umanista, Francesco Van den Enden, imparò il latino ed ebbe i primi contatti con il cartesianesimo. Ben presto allargò i suoi interessi alla lettura dei classici latini e greci, dei classici dell'ebraismo e degli autori moderni, tra cui Cartesio, Bacone e Hobbes. Studiò, inoltre, le opere dei rinascimentali e, forse, le opere di Giordano Bruno in traduzione inglese. Ben presto maturano la sua insoddisfazione per la cultura ebraica e le idee del suo nuovo, originale sistema. Il distacco culturale dai dottori della sinagoga è ormai consumato. Prima di arrivare alla ufficializzazione di questo distacco i rabbini tentano un compromesso che Spinoza rifiuta pur prevedendone le conseguenze. Nel luglio del 1656 viene espulso dalla comunità ebraica e contro di lui viene pronunciata la formula dell'anatema con la quale Spinoza veniva "espulso", "maledetto" "esecrato" ed "anatemizzato" e si faceva divieto ai credenti ebraici di rivolgergli la parola a voce o per iscritto, di manifestargli favore, di dimorare con lui sotto lo stesso tetto, di avvicinarsi a piú di quattro braccia da lui, di leggere anche una pagina scritta da lui. Costretto per prudenza a lasciare Amsterdam, Spinoza si trasferisce a Riynsburg, un villaggio nei pressi di Leida. Per sopperire ai suoi pochi bisogni esercita il mestiere di tagliatore e pulitore di lenti per strumenti ottici. Vive una vita modesta e sobria, ma piena di dignità e dedita alla ricerca filosofica.
Nel 1661 compone il Trattato intorno a Dio, all'uomo, alla sua felicità, (comunemente noto con il titolo Breve trattato) e, dal 1661, il Trattato sull'emendazione dell'intelletto, entrambi pubblicati postumi. Al 1663 risale anche la composizione di un'opera in cui Spinoza espone, criticandola, la filosofia cartesiana.
Nel 1663 si trasferisce a Voosburg, nei pressi dell'Aia e vi rimane fino al 1669. Qui conosce il fisico Huygens e Giovanni de Witt, capo del partito repubblicano a programma liberale e democratico. L'amicizia con de Witt durò fino al 1672, quando, accusato di tradimento dal partito avversario, de Witt fu arrestato e poi ferocemente assassinato insieme al fratello Comelio. Spinoza, venuto a conoscenza del delitto, pur sapendo di andare incontro a morte sicura, vuole recarsi sul luogo dell'eccidio per depositarvi un cartello con la scritta "Ultimi barbarorum". E' trattenuto a forza dai suoi padroni di casa, il pittore Van der Spyck e sua moglie. Dal 1661 al 1665 Spinoza attende alla stesura della sua opera piú importante, l'Ethica ordine geometrico demonstrata. Nel 1670 pubbica, anonimo, il Trattato teologico politico, in cui erano sostenuti i principi della
libertà di pensiero e di tolleranza religiosa che contrassegnavano i programmi politici dei de Witt. L'opera suscitò molte critiche contro il suo autore, accusato di ateismo e di immoralità. Quando il 16 febbraio 1673 Ludovico Fabritius, professore all'Università di Heidelberg e consigliere dell'Elettore del Palatino gli offrí la nomina a professore ordinario di Filosofia, promettendogli la piú ampia libertà di filosofare, con l'unica clausola di non perturbare "la religione pubblicamente professata", Spinoza declina l'invito precisando:

io non so entro quali limiti debba intendersi compresa quella libertà
di filosofare, perché io non sembri voler perturbare la religione pubblica-
mente costituita. (Epistolario, a cura di A. Droetto, Torino 1974, p. 223)

L'amore per una vita tranquilla, al riparo dalle polemiche e dai linciaggi morali, spingeva Spinoza a rinunciare ad una carriera che oltre all'agiatezza economica gli avrebbe dato anche prestigio e notorietà. Nel 1676 compone il Trattato politico. In questo stesso anno riceve la visita di un altro filosofo, Leibniz. Ma ormai le sue condizioni di salute, già precarie da tempo per una seria malattia polmonare, si aggravano. A soli 45 anni si spegneva il 21 febbraio del 1677. Nel novembre dello stesso anno gli amici pubblicano tutte le opere rimaste inedite, eccettuato il Breve trattato che viene stampato soltanto nel 1862.