CAPITOLO SESTO

KARL MARX

13. La collaborazione con Engels


Dopo il 1866 Marx, oltre a redigere scritti «minori», tra i quali è da segnalare La guerra civile in Francia - in cui analizza l'esperienza della Comune di Parigi -, fu impegnato a fronteggiare l'opposizione che nell'Internazionale gli veniva mossa contro dall'anarchico Bakunin; opposizione che divenne cosí accentuata che Marx, col trasferimento della sede dell'Associazione a New York, ne decretò lo scioglimento di fatto. Contro Bakunin tuttavia compose gli Appunti sul libro di Bakunin «Stato e anarchia», in cui svolse in modo agile un'aspra critica delle tesi dell'anarchico. E quando, poi, fu indetto un congresso per sancire l'unificazione dei «lassalliani» con il movimento capeggiato da Bebel e Liebknecht, egli pubblicò la Critica al programma di Gotha, in cui appunto criticava il programma sulla base del quale doveva avvenire quell'unificazione. Infine, nel 1883, all'età di 65 anni, chiuse la sua feconda esistenza terrena.

Nella Critica al programma di Gotha Marx parla della «società dell'avvenire». Invero già nel 18 brumaio egli aveva indicato come fine della lotta di classe non già l'appropriazione dello Stato borghese, bensí la distruzione delle sue interne articolazioni; questo però era per lui un fine di «lungo termine», perché egli prevedeva tempi lunghi di lotta, in cui il passaggio alla meta finale della società comunista doveva compiersi attraverso la dittatura del proletariato sulla borghesia e l'attuazione del socialismo, che dovevano depurare la mente degli uomini dalla convinzione della ineluttabilità della proprietà privata, del privilegio, del parlamentarismo e cosí via.

Ma quale organizzazione avrebbe avuto la società comunista? Marx è restio a «prescrivere ricette per l'osteria dell'avvenire», per non cadere nella prospettiva utopistica. Le indicazioni che egli offre sono quindi indicazioni di massima. La società futura sarà senza classi, senza divisione del lavoro, e quindi senza sfruttamento dell'uomo sull'uomo; e senza stato, perché l'organizzazione statale ha senso solo quando è espressione del dominio di una classe sull'altra, e non lo ha quando sono scomparse le classi. Si tratta dunque di una società in cui vige l'uguaglianza reale tra gli uomini. Dice Marx, nella Critica al programma di Gotha:

In una fase piú elevata della società comunista, dopo che è scomparsa la subordinazione asservitrice degli individui alla divisione del lavoro, e quindi anche il contrasto fra lavoro intellettuale e fisico, dopo che il lavoro non è divenuto soltanto mezzo di vita, ma anche il primo bisogno della vita; dopo che con lo sviluppo onnilaterale degli individui sono cresciute anche le forze produttive e tutte le sorgenti della ricchezza collettiva scorrono in tutta la loro pienezza, solo allora l'angusto orizzonte giuridico borghese può essere superato, e la società può scrivere sulle sue bandiere: Ognuno secondo le sue capacità; a ognuno secondo i suoi bisogni.
(Critica al programma di Gotha)


Collaboratore di Marx, Friedrich Engels (1820-1895), oltre a vari saggi giovanili, pubblicò, nel 1878, l'Antidühring, contro appunto il positivista tedesco KARL EUGEN DÜHRING (1833-1921), fautore di un «socialismo personalistico», di un socialismo cioè in cui il capitale e la proprietà privata dovevano armonizzarsi con i diritti della persona umana. Quindi redasse L'origine della famiglia della proprietà privata e dello stato, in cui erano esposti i lineamenti di una concezione materialistica della storia sulla base delle riflessioni maturate nello studio del saggio La società antica, pubblicato dall'americano Lewis Henry Morgan. Poi scrisse Feuerbach e la fine della filosofia classica tedesca. Ma solo dopo la sua morte fu pubblicata, nel 1925, la sua opera Dialettica della natura, che gli studiosi che vogliono sottolineare la diversità e l'autonomia del discorso engelsiano rispetto a quello marxiano giudicano l'opera maggiore. Egli rilevò che la storia della natura mostrava una sua interna trasformazione dialettica, che avveniva attraverso tre leggi fondamentali: a) conversione della quantità in qualità, e viceversa; b) compenetrazione reciproca degli opposti; c) negazione della negazione.

Certamente il discorso engelsiano sulla dialettica della natura rappresentava per lui un completamento «filosofico» della teoria di Marx. Forse è anche vero che Engels concepí «naturalisticamente» la trasformazione storica dell'uomo e il passaggio alla società comunista. Resta però il fatto che tra Marx ed Engels ci fu - al di là delle differenze di personalità, di interessi, ecc. - una piena identità di vedute, se, ad esempio, a proposito del Manifesto, WILHELM LIEBKNECHT (1826-1900), domandandosi «quale parte si deve attribuire a Engels e quale a Marx» risponde: «Questione oziosa! Esso è di un solo getto. Marx ed Engels sono un solo spirito, inseparabili... in tutta la loro attività». Tra i due infatti vi fu una collaborazione che maturò e si prolungò per quarant'anni circa, un'ammirazione reciproca, un clima di sincera amicizia (che portò Engels ad aiutare anche economicamente Marx in vari momenti critici), e una solidarietà nella comune militanza politica. Essi avevano comuni presupposti culturali, come l'iniziale entusiasmo per i «giovani hegeliani» e il distacco dall'hegelismo sotto l'influsso del pensiero di Feuerbach.

Sulla loro unitarietà di vedute dà testimonianza lo stesso Engels quando, nella prefazione all'opera di Marx Rivelazioni sul processo dei Comunisti in Colonia, ricordando l'esperienza da lui stesso fatta nell'ambiente operaio di Manchester, dice:

ho toccato con mano che i fatti economici ... sono nel mondo attuale una potenza storica decisiva; che essi sono il fondamento degli attuali contrasti di classe nei paesi in cui, grazie alla grande industria, si sono sviluppati completamente, come ad esempio in Inghilterra; sono la base della formazione dei partiti, delle lotte dei partiti, e con ciò di tutta la storia economica. Marx era giunto alle stesse conclusioni... Allorché nell'estate del 1844 io lo visitai a Parigi, ci accorgemmo della nostra piú completa concordanza in tutti i punti teorici, e da quel momento data il nostro comune lavoro.
(Rivelazioni sul processo dei Comunisti in Colonia)

Un comune lavoro che sfociò, da una parte, nella comune redazione del Manifesto, nella collaborazione, in fase di preparazione, a La sacra famiglia, e nella cooperazione alla stesura del Capitale, e, dall'altra, nell'apporto marxiano alla composizione dell'Antidühring.


Vai a:
Capitolo successivo
Paragrafo precedente
Indice capitolo
Indice generale
Indice degli autori
Frontespizio