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La comparsa di un nuovo libro obbliga quasi sempre gli autori
a dar conto della "novità" del proprio testo, non foss'altro
che per caratterizzarlo di fronte agli altri già in circolazione.
In questo caso, gli autori (che hanno alle spalle una più che decennale
esperienza di insegnamento nelle scuole medie superiori, e sono legati
da un comune lavoro di ricerca scientifica e di esperienze didattiche
all'interno dell'Università di Napoli) non hanno dovuto escogitare
formule "nuove" a tutti i costi: non si sono messi d'accordo,
ma si sono trovati d'accordo. Il discorso che ne è risultato si
è caratterizzato così, naturalmente e spontaneamente, come
un discorso unitario per quanto riguarda la metodologia, l'impostazione
e le finalità di un nuovo manuale di "storia delle filosofie"
per i licei. Convinti che un manuale debba fornire ai giovani soprattutto
un approccio scientificamente corretto e linguisticamente agevole alla
disciplina, abbiamo puntato su di un testo che si presentasse essenzialmente
come una introduzione (chiara dal punto di vista espositivo e rigorosa
dal punto di vista scientifico) ad una problematica più vasta ed
a letture più ampie ed approfondite. Abbiamo pensato quindi ad
un libro di che fosse in grado di svolgere il meglio possibile un ruolo
di mediazione tra le esigenze di giovani che per la prima volta affrontano
lo studio di questa disciplina, e le esigenze di una diffusione non semplicistica
né superficiale di una cultura filosofica, i cui connotati ed esiti
critici si presentano oggi sempre piú ricchi ed articolati Questo
ci ha portato, da un lato, a privilegiare il discorso diacronico su quello
sincronico, dall'altro lato ad operare di fatto delle scelte nel tessuto
storico e logico proprio della disciplina.
Dal primo punto di vista, abbiamo inteso la diacronicità non come
una semplice successione del prima e del dopo, per la quale ciò
che viene dopo spiega, risolve e supera ciò che viene prima. Non
pensiamo ad una "filosofia" con proprie tecniche, metodi e problemi,
che si svolga al di sopra ed indipendentemente dagli uomini che la elaborano
concretamente e storicamente. Se "le" filosofie rappresentano
le risposte diverse di uomini diversi a diversi problemi e in diverse
situazioni storiche reali, una trattazione anche manualistica (ma forse
soprattutto una trattazione manualistica) deve mettere in luce la diversità
di queste risposte momento per momento e situazione per situazione. Naturalmente,
questo comporterebbe un discorso autenticamente e non epidermicamente
interdisciplinare, che coinvolgesse perlomeno storia, arte e letteratura,
ma che non è possibile comunque ridurre a paragrafi "introduttivi"
ad ogni capitolo; ecco perché, nella impossibilità di svolgere
in un unico volume un discorso di questo tipo, abbiamo preferito fornire
poche ma significative indicazioni che di volta in volta offrissero solo
degli spunti e non pretendessero sostituirsi alla loro concreta attività
di raccordo, di ampliamento, di approfondimento. Per questa stessa ragione,
il criterio della diacronicità, prevalente, non è stato
l'unico ad essere seguito: laddove analogia di temi e di problematiche,
o una processualità storica particolarmente compatta, lo richiedevano,
abbiamo usato anche il criterio di esposizione sincronica, che ci è
parso in casi particolari piú significativo e piú efficace
didatticamente (come, per esempio, nei capitoli dedicati al pensiero scientifico).
Dall'altro punto di vista, a proposito delle scelte, convinti della necessità
di fornire un testo in cui il discorso non proceda per formule riassuntive,
e convinti quindi della necessità di evitare accuratamente qualsiasi
pericolo di mnemonismo, abbiamo condotto il nostro discorso di ricostruzione
storica in modo da privilegiare sempre l'esposizione genetica di ogni
teoria e di ogni dottrina, cercando di mostrarne chiaramente i presupposti
iniziali, i passaggi intermedi e gli esiti finali. Si capisce subito,
perciò, il risalto da noi dato alle maggiori "filosofe"
ed ai piú importanti nodi culturali dei vari momenti storici: crediamo
in tal modo di aver preparato un testo che, evitando un "appiattimento"
contenutistico ed espositivo, riesca realmente a favorire l'"abitudine
a pensare" ed a stimolare il bisogno di un personale approfondimento
critico. Naturalmente, questo non significa che non siano state trattate
figure e problematiche cosiddette "minori" , presentate sempre
con metodo evolutivo, in modo da renderle storicamente comprensibili.
Tutto questo ci ha portato ad intraprendere una strada nuova che superasse
la tecnica espositiva ormai standardizzata del manuale di "storia
della filosofia": una parte narrativa e, quando c'è, una raccolta
di brani antologici dei vari autori o di pagine di letteratura critica
collocati per lo piú alla fine di ogni capitolo e separati logicamente
e tipograficamente dal contesto della ricostruzione storica. Al contrario,
abbiamo tentato di costruire un discorso unitario in cui ricostruzione
storica, brani significativi tratti dalle opere dell'autore trattato,
considerazioni critiche, concorressero tutti insieme a fornire un quadro
comprensibile logicamente e - soprattutto criticamente. E infatti, una
tale tecnica espositiva consente realmente, secondo noi, di presentare
i contenuti in termini di problematicità e non di sistematicità
a tutti i costi, come vuole appunto la parte piú avanzata della
storiografia filosofica e scientifica di oggi. In questa direzione, è
possibile "sganciare" il testo e leggerlo in maniera autonoma
rispetto al discorso storico da noi preparato.
Crediamo in tal modo di aver fornito uno strumento di lavoro in grado
di offrire agli studenti un approccio "dall'interno" e realmente
critico alle diverse dottrine filosofiche ed alle diverse problematiche
filosofico-scientifiche. Crediamo anche che questa tecnica espositiva
offra un altro vantaggio di natura didattica, quello di evitare agli studenti
una "dispersione" dell'attenzione e dell'interesse nella faticosa,
e non sempre fruttuosa, opera di "ricucitura", che spesso sono
costretti a fare, delle dottrine e delle problematiche di volta in volta
affrontate. Questo implica anche un "uso" del testo, e proprio
per sfruttare al meglio le caratteristiche del manuale, perché
in definitiva è proprio e solo nel concreto "uso" che
un testo può venir giudicato.
In calce ad ogni passo citato si troveranno le indicazioni strettamente
necessarie per il reperimento del brano. Un'ampia raccolta di testi dei
singoli autori corredata da studi critici e indicazioni bibliografiche
è offerta dalla Grande antologia filosofica, 21 volumi Marzorati,
Milano 1954-1971. Da questa antologia sono stati tratti passi per il II
e il III volume, mentre per il I volume, ogni volta che non sia indicato
diversamente, sono state utilizzate le raccolte antologiche a cura di
N. ABBAGNANO, La filosofia antica, Laterza, Bari 1963, e La filosofia
medievale, Laterza, Bari 1963.
Giovanni Casertano - Aniello Montano - Giuseppe Tortora
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