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CAPITOLO VII LE TECNICHE DEL SAPERE: FILOSOFIA, NATURA E SOCIETA' |
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2. L'ultima figura della Grecia classica 4. Distinguere e non sapere, se si vuol filosofare 5. Anatomia e fisiologia del discorso 6. Dalla sensazione all conoscenza 9. Dal mondo delle stelle al mondo degli animali 10. Il problema dell'uomo pensante |
6.
Dalla sensazione alla conoscenza
Questa perfetta "macchina logica" doveva servire da strumento
per organizzare e sistemare il sapere, in ogni campo, e per darvi una
necessità ed una universalità che lo garantissero da ogni
dubbio e da ogni critica scettica, venissero dagli allievi dei sofisti
o dal Megarici: perché il problema era appunto, per Aristotele,
di garantire la possibilità e la validità del sapere
contro i sostenitori dell'impossibilità di passare dall'esperienza
alla scienza o i sostenitori dell'impossibilità di servirsi del
linguaggio e del discorso per costruire conoscenza. Senonché, il
sillogismo garantiva si l'universalità e la validità delle
sue conclusioni (e quindi del discorso scientifico), ma non poteva garantire
nello stesso tempo anche la loro verità. Un sillogismo,
per esempio, del tipo "ogni animale è bianco, ogni uomo è
animale, ogni uomo è bianco", pur essendo fondamentalmente
corretto, non è però vero: La verità, insomma, del
nostro ragionamento non può dipendere soltanto dal rispetto delle
regole logiche.
E' dunque sempre la realtà che in ultima analisi determina il nostro discorso ed il nostro linguaggio, ed è soltanto il riferimento alla realtà a determinare la verità del nostro discorso e del nostro linguaggio. La connessione essere-pensare-parlare, che era stata affermata da Parmenide, vale anche per Aristotele. Il sillogismo assicura la validità universale del discorso scientifico, una volta che questo sia stato costruito in aderenza alla realtà e nel rispetto del suo concreto modo di presentarsi. L'osservazione diretta, l'esperienza, acquistano pertanto un grande valore, perché è proprio partendo da esse che si possono stabilire i principi fondamentali su cui costruire il discorso conoscitivo. Se il sillogismo è valido infatti quando siano valide le sue premesse, ed è vero quando siano vere le sue premesse, e se la validità e la verità delle premesse possono essere stabilite sulla base di altre premesse valide e vere, è chiaro che non si può retrocedere all'infinito.
Si è molto discusso sul significato dell'indimostrabilità di alcune premesse per Aristotele: in base a quanto abbiamo detto, questa può significare da un lato l'evidenza immediata (cioè senza bisogno di ulteriori dimostrazioni), dei concetti ultimi e sommi, cioè delle categorie, dalle quali appunto si può dedurre ogni possibile predicazione di ogni possibile concetto; ma può significare anche, dall'altro lato, che il punto di partenza di ogni nostro discorso conoscitivo è la realtà quale noi la percepiamo immediatamente e concretamente nella nostra esperienza. Perciò alcuni studiosi hanno parlato della logica di Aristotele come di una logica che - nonostante il generale impianto di una "logica della deduzione" - e in fondo una "logica dell'intuizione". Aristotele è convinto infatti del legame esperienza-ragionamento, ed è convinto che dall'analisi e dalla sistemazione dell'esperienza derivano appunto i principi fondamentali della nostra conoscenza.
Dalla sensazione, dunque, alla conoscenza: era il principio alcmeoniano
che tutti gli animali sentono, ma solo gli uomini comprendono, ripreso
e sviluppato in funzione antisofistica ed antiplatonica.
Questo principio può venire così formalizzato: A non e non-A; oppure (principio d'identità) A è A. Il principio del terzo escluso viene così formulato:
Anche questo principio può venire cosI formalizzato: A o è
B o è non-B, e non c'e una terza possibilità. E il rispetto
dunque di questi principi che garantisce la validità e la verità
delle nostre costruzioni scientifiche: sia nel momento in cui "troviamo"
gli "universali" nella nostra esperienza, come nel momento in
cui li "isoliamo" e li connettiamo in un sistema organico di
deduzioni che costituisce appunto la nostra conoscenza del mondo. |
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dietro - avanti |
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