STORIA DELLE  FILOSOFIE

CAPITOLO VI

PLATONE: LA POLITICA, L'ANIMA E IL DISCORSO

1. Una vita tra politica e filosofia

2. Cosa, quando e come scrisse Platone

3. Come comunicare l'incomunicabile

4. Il problema è: avere coscienza di ciò che si dice. Ed è un problema politico

A) IL DISCORSO SULLA POLITICA

5. La giustizia è una, nello stato e nell'uomo: ogni cosa al suo posto

6. Educazione e politica: i filosofi al governo

7. Il bene comune non è quello dei singoli

B) IL DISCORSO SULL'ANIMA

8. L'anima è una pura idea?

9. L'anima e il movimento.

10. Piacere, amore e morte.

C) IL DISCORSO SUL DISCORSO

11. La linea e la caverna

12. Il «tessuto logico» della realtà

13. Capovolgere anche tutto, se necessario, ma salvare il discorso

 

3. Come comunicare l'incomunicabile

Esporre la vera filosofia di Socrate, esporre la vera filosofia: questi sono i due scopi fondamentali che guidano tutta l'opera di Platone e che riassumono nello stesso tempo la sua evoluzione filosofica; perché ben presto Platone passò dall'esposizione della propria interpretazione della dottrina socratica all'esposizione di una sua propria dottrina filosofica, che elaborò, difese e modificò nell'arco di arca 40 anni. Per seguire questa evoluzione storicamente sarebbe necessario conoscere l'ordine cronologico in cui furono scritti i dialoghi, ordine che conosciamo invece solo a grandi linee e per "gruppi" di dialoghi. Non solo: è stato anche giustamente notato che, salvo pochissime eccezioni (come per esempio la successione Sofsta-Politico), ogni dialogo costituisce un'opera a sé, interamente conclusa, e che è molto difficile stabilire una successione cronologica dei temi trattati nelle opere platoniche. Ecco perché tutti i tentativi che sono stati fatti, a partire dal secolo scorso, di delineare un "sistema" platonico sono in genere falliti tutti: se è autentica la VII Lettera, Platone stesso avrebbe detto che è impossibile scrivere sulla "filosofia platonica", ché la filosofia s'accende nell'anima e non si può comunicare.

Questo tuttavia io posso dire di tutti quelli che hanno scritto e scriveranno dicendo di conoscere ciò di cui io mi occupo per averlo sentito esporre o da me o da altri, che non capiscono nulla, a mio giudizio, di queste cose. Su di esse non c è, né vi sarà, alcun mio scritto. Perché non è questa mia, una scienza come le altre: essa non si può in alcun modo comunicare, ma come fiamma s'accende da fuoco che balza: nasce d'improvviso nell'anima dopo un lungo periodo di discussioni sull'argomento e una vita vissuta in comune, e poi si nutre di sé medesima... Ma io non penso che tale occupazione sia giovevole a tutti; giova soltanto a quei pochi che da soli, dopo qualche indicazione, possono progredire fino in fondo alla ricerca.
(Lettere VII, 341 c-e)

La cosa piú corretta, dunque, dal punto di vista platonico, sarebbe offrire volta per volta il contenuto di ogni singolo dialogo, con risultati alquanto macchinosi e complicati per lo studente; per questo, dopo una breve esposizione dell'interpretazione platonica di Socrate, abbiamo raggruppato le dottrine platoniche sotto tre temi generali che potessero comprendere la complessità degli argomenti trattati da Platone e che nello stesso tempo rispettassero per lo meno a grandi linee l'evoluzione dei suoi interessi e della sua filosofia: la politica, l'anima, il discorso.

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