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CAPITOLO VI PLATONE: LA POLITICA, L'ANIMA E IL DISCORSO |
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1. Una vita tra politica e filosofia 2. Cosa, quando e come scrisse Platone 3. Come comunicare l'incomunicabile 4. Il problema è: avere coscienza di ciò che si dice. Ed è un problema politico A) IL DISCORSO SULLA POLITICA 5. La giustizia è una, nello stato e nell'uomo: ogni cosa al suo posto 6. Educazione e politica: i filosofi al governo 7. Il bene comune non è quello dei singoli B) IL DISCORSO SULL'ANIMA C) IL DISCORSO SUL DISCORSO 12. Il «tessuto logico» della realtà 13. Capovolgere anche tutto, se necessario, ma salvare il discorso
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10.
Piacere, amore e morte
L'uomo è dunque questo composto di anima e corpo, un misto di eterno e di mortale: l'etica platonica non potrà che essere allora la valorizzazione dell'elemento immortale e la svalutazione dell'elemento mortale, del corpo; in una parola, la purificazione dell'anima "lordata dal contatto con il corpo e da altri mali" (Repubblica 611 c). Poiché tre sono le parti dell'anima, tre mi appaiono anche i tipi
di piaceri, uno per ciascuna parte. Ora, se dicessimo che il piacere e
l'affetto dell'anima appetitiva si concretano nel guadagno, avremo dinanzi
qualcosa di chiaro. E non avremo ragione di chiamarla amante di denaro
e amante di guadagno? - Mi sembra proprio di si. - E la parte animosa,
non diciamo che aspira tutta e sempre a dominare e vincere e ottenere
buona fama? - Certo. - Se dunque la chiamassimo amante di vittoria e di
onori, non sarebbe detto a proposito? - Si. - Quanto alla parte che ci
fa apprendere, ognuno può vedere che è sempre tutta tesa
a conoscere la verità, così come essa è. -Certo.
- Se dunque la chiamassimo amante di apprendere e di sapere, non la chiameremmo
in modo appropriato? - Come no? - Non è per questo che diciamo
che gli uomini si distinguono in tre classi: amanti del sapere, amanti
della vittoria, amanti del guadagno? - Precisamente. - E che esistono
quindi tre specie di piaceri, costituenti rispettivamente il sostrato
di ciascuna di queste classi umane? - Senza dubbio. Anche la scala dei valori etici per Platone è quindi legata, da
un lato, a quella dei valori politici, e dall'altro lato alla stessa struttura
organica dell'anima: gli uomini si classificano cosí per quello
che sono strutturalmente, per quello che significano politicamente, per
come godono individualmente. Anche qui, la superiorità del filosofo
è assicurata: se nell' ambito dei piaceri si possono fare ulteriori
classificazioni, e distinguere, per esempio, i piaceri che sono soltanto
liberazione da dolori e piaceri che non lo sono, piaceri puri e piaceri
mescolati al dolore, la nobiltà maggiore è sempre quella
che tocca ai piaceri del conoscere, che sono riservati ad una classe soltanto
di uomini.
Amore è dunque tendenza al possesso perpetuo del bene e
del bello, che sono i termini ultimi dell'ascesa di amore dalle
cose buone e dalle cose belle alle idee stabili ed eterne del buono e
del bello, la cui contemplazione e la ragione della vera e genuina felicità
per l'uomo, come abbiamo pure visto dall'altro passo del Simposio
nportato al paragrafo 8.
Morire è, infatti, andare presso divinità savie e buone: la morte è separazione dell'anima dal corpo, e perciò il filosofo non si cura minimamente del corpo e dei suoi piaceri; la conquista della vera sapienza è opera dell'anima e non del corpo, questo anzi le è solo d'impedimento e perciò il filosofo lo disprezza. La verità - le realtà intelligibili - si coglie non con gli occhi del corpo, ma col pensiero nella sua purezza: ecco perché
Questi aspetti ascetici della filosofia platonica, nettamente contrastanti
la filosofia mondana e terrena dei presocratici, se da un lato rappresentavano
una risposta alle domande poste in maniera impellente dalla crisi della
civiltà e della cultura delle poleis (che cosa è
l'uomo, che significato ha la sua vita, qual è il suo destino),
con un recupero delle tradizioni popolani e religiose della cultura greca;
dall'altro lato rappresenteranno anche la radice storica di ogni forma
successiva di riflessione teorizzante un dualismo di realtà.
Da questo punto di vista il dualismo platonico sarà alla base di
tutte quelle concezioni che si fonderanno su di una visione metafisica
della realtà e cioè sulla distinzione e sull'opposizione
tra realtà sensibili e periture e realtà soprasensibili
ed eterne. |
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