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CAPITOLO V IL «PROBLEMA» SOCRATE E LE SUE SOLUZIONI |
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| 5.
Le insidie del linguaggio
Pochissimo si sa di Euclide di Megara, il fondatore della scuola megarica, un'altra delle scuole post-socratiche, o socratiche "minori", come furono chiamate in rapporto a quella di Platone; sappiamo che alla morte del maestro accolse presso di sé i discepoli di Socrate, fuoriusciti da Atene per timore di rappresaglie, e che fu molto sensibile anche all'atteggiamento parmenideo. Il bene, infatti, secondo Euclide, è uno, anche se acquista vari nomi: ogni discorso, quindi, che non faccia riferimento a quest'unico essere è un discorso vuoto, che si sforza invano di definire ciò che non è:
Il grande rigore logico delle dimostrazioni, ma anche la capacità di avvalersi dei trucchi propri del linguaggio e dei giochi di parole, furono una delle caratteristiche salienti della scuola megarica. Un discepolo di Euclide, EUBULIDE DI MILETO, sempre nel IV secolo a.C., fu famoso in tutta l'antichità per i suoi "argomenti dialettici", nei quali faceva grande uso di questo tipo di tecnica confutatoria. Eccone alcuni esempi
Ma la dialettica (cioè l'arte del discutere) megarica non si esercitava soltanto in questi virtuosismi linguistici e in questi ragionamenti capziosi; essa svolse anche un'accesa polemica contro le dottrine trionfanti di Platone e di Aristotele, e specialmente contro i loro presupposti che il linguaggio fosse sempre in grado di tradurre in enunciati scientifici la realtà. In questa direzione acquista importanza la polemica megarica contro il concetto di possibilità:
L'argomento contro il concetto di possibilità fu particolarmente sviluppato da DIODORO CRONO, un allievo di Eubulide, morto intorno al 307 a.C., che riprese e sviluppò gli antichi paradossi zenoniani contro il movimento. Socratismo ed eleatismo si fondevano dunque in funzione essenzialmente antiplatonica ed antiaristotelica. Contro la teoria del giudizio di Aristotele, e in particolare contro la possibiIità di predicare un termine qualsiasi di un altro, si muoveva anche STILPONE Di MEGARA, un altro allievo di Eubulide:
Stilpone fu famosissimo al suo tempo e accolse alla sua scuola anche allievi di altri filosofi: tra i suoi discepoli vi fu anche Zenone di Cizio, il fondatore dello stoicismo (vedi il cap. VIII). Fatto sta che, nel campo etico, le teorie dei Megarici proclamanti l'apatia, cioè la vittoria e il dominio sulle passioni e sul dolore, si confondevano sempre di piú con quelle dei Cinici, ed entrambe saranno ben presto assorbite dallo stoicismo. Minore importanza, e forse anche perché non ne sappiamo quasi
nulla, ebbe la scuola di FEDONE DI ELIDE (un altro scolaro di Socrate),
trasportata poi ad Eretria dal suo discepolo Menedemo. |
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