STORIA DELLE  FILOSOFIE

CAPITOLO V

IL «PROBLEMA» SOCRATE E LE SUE SOLUZIONI

1. I testimoni e i fatti

2. Le accuse e le difese

3. Una morte significativa o una sopravvivenza leggendaria?

4. Meglio «vivere da cani» ?

5. Le insidie del linguaggio

6. Dall'esaltazione del piacere all'esaltazione della morte

1. I testimoni e i fatti

Della vita di Socrate (470-399 a.C.) sappiamo pochissimo; non scrisse nulla. Eppure mai nessun uomo ha ispirato tanti scritti quanti Socrate, e ciò è da mettersi in relazione non solo al fatto che Socrate non scrisse nulla per deliberata decisione, ma anche alle polemiche che si accesero subito dopo la sua morte tra i suoi discepoli e i suoi accusatori Da quelle polemiche nacquero tante "immagini" di Socrate, ognuna delle quali ebbe una propria fortuna fin dall'antichità e fu via via confermata da testimonianze e corroborata da "prove"; ognuna di quelle immagini, poi, incontrò una sua fortuna nelle epoche successive, dall'antichità al Medioevo, all'età moderna, fino ad oggi: fino al punto che si potrebbe dire che ogni caratterizzazione della filosofia di Socrate - anche le piú contraddittorie tra di loro - ha una sua giustificazione e trova un suo appoggio nelle testimonianze. Di queste, vediamo le piú importanti e le piú antiche Aristofane nella sua commedia Le Nuvole ci soffre un ritratto di Socrate molto vicino agli ambienti dei sofisti e della nuova cultura in Atene. Senofonte, il famoso generale e storico greco che combatté con Ciro (che si era ribellato al proprio fratello, il re di Persia) e con Sparta (contro la propria patria, Atene) nella battaglia di Cheronea (394), scrisse di Socrate in quattro opere, l'Apologia di Socrate, le Memorie socratiche (o Detti memorabili di Socrate), l'Economico e il Convito. Antistene di Atene, Euclide di Megara, Aristippo di Cirene, che furono tre dei piú importanti discepoli di Socrate, alla sua morte fondarono ciascuno una propria scuola che pretendeva continuare il "vero" insegnamento del maestro. Policrate, un retore diparte democratica, nel 393 scrisse un' Accusa contro Socrate. Anche Aristotele in molte sue opere fa riferimento alle dottrine di Socrate. Ma la fonte principale resta sempre Platone, che in tutti i suoi dialoghi introduce il personaggio Socrate e in buona parte di essi ne fa il protagonista principale.
Non è possibile naturalmente offrire qui un resoconto del lavoro della critica storica, filologica e filosofica che su queste testimonianze ha indagato per secoli cercando di mettere in luce il "vero" Socrate e di distinguerlo dalle immagini "falsificate" che pure si erano tramandate e trovavano altre giustificazioni. Basti dire che questo lavoro appassiona ancora oggi molti studiosi che non si sono sentiti affatto scoraggiati dalle difficoltà dell'argomento, anche perché qualunque affermazione in positivo su Socrate sembra evocare immediatamente in negativo affermazioni contrarie, pur basate su altre testimonianze.

Nemmeno della vita di Socrate si può dire molto di sicuro. Nacque ad Atene da uno scultore, Sofronisco, e da una donna che doveva essere di buona famiglia, Fenarete, che era levatrice o perlomeno pare che aiutasse le donne a partorire. Visse, sempre ad Atene, la vita tipica di un cittadino delle classi medie, non povero (se è vero che dovette procurarsi a sue spese - come era nelle leggi del tempo - l'armatura da oplita), ma nemmeno ricco. Entrò in rapporto con gli ambienti culturali piú vivaci di Atene, il circolo di Pericle, i fisici della tradizione ionica (pare che sia stato allievo di Archelao), i medici , i poeti (pare che avesse dimostrato particolare interesse per le tragedie di Euripide). Conobbe forse, ancora giovinetto, Parmenide e Zenone, in occasione di un loro viaggio ad Atene nel 454; lesse il libro di Anassagora e forse conobbe direttamente il filosofo, fu in rapporti con Protagora, Gorgia e Prodico. Si allontanò da Atene solo in occasione di alcune campagne militari, nelle quali combatté da oplita, partecipando alla battaglia di Potidea (432), di Delio (424) e di Anfipoli (422). Sposò una donna, Santippe, che gli dette tre figli; secondo altre fonti fu sposato invece due volte o addirittura fu bigamo. Nel 406 fu sorteggiato copresidente dell'assemblea durante un processo ai comandanti ateniesi che dopo la vittoria navale alle Arginuse non avevano salvato i soldati rimasti in mare. Con un procedimento illegale l'assemblea decise di condannare a morte i comandanti, con il solo voto contrario di Socrate. Dopo la sconfitta di Atene nella guerra del Peloponneso, nel 404, si istaurò in Atene un governo oligarchico e filospartano, detto dei Trenta Tiranni e capeggiato da Crizia; Socrate non si compromise con il governo e pare che si opponesse ad alcuni suoi atti apertamente illegali. Il governo durò meno di un anno e fu rovesciato dalla reazione popolare e dai democratici fuoriusciti guidati da Trasibulo. Nel 399 la democrazia restaurata volle il processo di Socrate. Sembra che l'accusa scritta fosse presentata da Meleto (accusa di empietà - Socrate non riconosce gli dei tradizionali della città, ma ne introduce di nuovi - e di corruzione di giovani), ed i sostenitori di questa accusa dinanzi al tribunale fossero Licone, Meleto e specialmente Anito. Socrate stesso pronunziò la sua difesa, rifiutando di farsi preparare da un retore di professione (forse Lisia) il discorso, ed il tribunale lo condannò a morte con 360 voti contro 140.
Ma anche queste poche notizie sulla vita di Socrate furono messe in dubbio, fin dall'antichità, e in particolare ATENEO (III sec d.C.) nel suo scritto Sofisti a banchetto, contrapponendo Ia testimonianza di Platone a quella dello storico Tucidide che aveva scritto un'accurata e minuziosa storia delle guerre del Peloponneso, giunse persino a negare la storicità della partecipazione di Socrate a quelle battaglie. Su questa linea si sono messi anche storici moderni e contemporanei, e si è giunti cosí a ritenere che l'unica cosa certa che sappiamo di Socrate è appunto... che si chiamava Socrate; altri hanno addirittura detto che Socrate non è mai esistito e la sua figura è una finzione letteraria di chi ne ha parlato (Platone in particolare), creata per meglio presentare la propria filosofia.
Oggi la critica piú attenta e prudente non mette in dubbio l'esistenza di Socrate, anche se ne ridimensiona a volte profondamente il ruolo che egli ebbe nella vita della sua città, smontando le esaltazioni e le sopravvalutazioni che i suoi discepoli ne avevano fatto dopo la sua morte. Il risultato dl questo lavoro critico è abbastanza scarso: con certezza possiamo dire che conosciamo il suo nome, quelli del padre e della madre, che partecipò ad alcune battaglie della guerra del Peloponneso, che era sposato ed aveva dei figli, che non si mosse da Atene e qui fu processato e condannato a morte dopo la caduta del governo oligarchico dei Trenta Tiranni.

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