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CAPITOLO I IL PROBLEMA DELLE ORIGINI DELLA FILOSOFIA |
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1. Cosa significa indagare sulla nascita della filosofia? 2. L'indagine storica sui primi filosofi 3. Tecnica e scienza prima dei Greci 4. Il nuovo ambiente storico della Grecia antica:la città e la legge 5. la cultura in Grecia «prima» della filosofia: dal mito alla scienza? |
4.
Il nuovo ambiente storico della Grecia antica: la città e la legge.
È appunto di
fronte a questa massa, notevole per quantità, di conoscenze e di
acquisizioni tecniche che bisognerà spiegare la nascita di qualcosa
di "nuovo" nella civiltà greca del VI-V secolo. Bisognerà,
cioè, rifarsi agli antecedenti immediati di questo nuovo ambiente
storico. Essi sono il crollo della civiltà micenea, i primi anni
dell'età del ferro, l'impoverimento materiale e culturale verificatosi
intorno all'anno 1.000 L'evoluzione sociale e politica di questo periodo si fa sempre piú rapida: Il passaggio del potere "reale" dalle famiglie dei principi a quelle dei nobili e poi da queste ad una classe mercantile e commerciale sempre piú attiva, significava l'allargamento della base sociale del potere politico ad una classe piú numerosa di cittadini benestanti e tuttavia non legati alla cerchia della nobiltà. Espressione politica caratteristica di questo fatto fu la comparsa, durante il VII secolo, della figura del tyrannos. Le tirannidi sorsero infatti proprio nelle città piú sviluppate economicamente ed il loro governo segnò in genere un periodo di prosperità economica e di splendore. Tuttavia il governo dei tiranni rappresentò solo una parentesi nella storia greca; affermatesi in quasi tutte le città dal secolo VII, le tirannidi sparirono gradualmente dagli inizi del VI secolo a.C.: avevano preparato l'ascesa di nuove classi sociali e di nuove forme di organizzazione politica. Nello stesso secolo VI, quasi a simboleggiare la fine definitiva del regime monarchico e nobiliare, si assiste alla comparsa delle leggi scritte: evento di per sé non nuovo nella storia (basti pensare alle civiltà mesopotamiche), ma la cui importanza era data dal fatto che queste leggi non erano ritenute piú l'espressione di comandamenti divini mediati dalla persona del sovrano, bensí l'espressione della volontà politica della classe dei "cittadini", all'interno della quale erano sottoposte all'approvazione della maggioranza. (Bisogna ricordare che non tutti gli abitanti della città erano cittadini", bensí solo gli uomini liberi fin dalla nasata: donne, schiavi e stranieri -cioè Greci nati in altre città- non partecipavano affatto alla vita politica, ed anche i cittadini piú poveri avevano ben poca opportunità di far valere realmente la propria voce nelle assemblee). Leggi comunque non piú immutabili, ma passibili di discussioni, di critica e di modifica: la graduale comparsa delle leggi scritte corre parallela alla trasformazione della società greca in una società tipicamente urbana, una società di città (pòleis). Questo comportava anche un cambiamento di mentalità: la fedeltà al capo ereditario, alla famiglia nobiliare, lentamente si indebolisce e viene sostituita dalla fedeltà alla polis, alla città, al corpo cittadino. La polis greca
non si distingueva dai cittadini che la componevano: era una comunità
di uomini liberi che decideva autonomamente su ogni questione di interesse
generale. In essa, fondamentali erano il dibattito, la discussione, la
critica, strumenti necessari ed indispensabili per poter partecipare all'assemblea
popolare e per poter parlare nei tribunali. Ma dibattito e critica presuppongono
appunto una mentalità che non si accontenta della tradizione, del
consenso generale o della fama di un grande maestro: come nell'assemblea
o nel tribunale la discussione va condotta appellandosi ai principi di
legge od a ragioni generali, cosí i Greci ora si trovano di fronte
alla tradizione culturale propria ed a quella delle altre civiltà
Le leggi scritte come espressione di condizioni di vita umane e non di comandamenti divini; una vita economica e politica dinamica e non statica; l'ambiente della città come forma di vita, tipica della società dell'uomo, non opposta ma distinta dall'ambiente "naturale" che è lo scenario comune anche ad altre forme di vita, il dibattito; la critica; una mentalità che non si accontenta della tradizione e non ne accoglie passivamente le forme culturali (il mito, la religione), ma ne ricerca sempre e comunque una spiegazione, il perché: ecco alcuni importanti elementi che rappresentano le condizioni ambientali di quel fenomeno storico che fu la "nascita" della filosofia e della scienza greche. È in quest'ambiente infatti che maturano e poi rapidamente si sviluppano quella nuova mentalità e quella nuova forma culturale che chiamiamo appunto "filosofia" e " scienza ". |
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