I test non hanno scopo valutativo. L'obiettivo è di autare studente nella comprensione del testo dell'autore presentato nei materiali di studio.
Nel dialogo «Sofista», Platone, a conclusione di un ragionamento articolato, così ne sintetizza i passaggi. «E così ora tu ed io per quanto riguarda la pesca colla lenza non solo siamo concordi nella denominazione, ma anche abbiamo acquisito in maniera soddisfacente il discorso che rende ragione della cosa. Di tutta l'arte infatti una metà abbiamo visto essere l'arte dell'acquisire, e, di questa, una metà quella dell'impadronirsi, e, di questa, una metà la caccia, e, di questa, una metà la caccia agli animali, e, di questa, una metà la caccia agli animali acquatici, e, di questa, la metà che sta in basso abbiamo visto essere la pesca nel suo complesso, e, di questa, una metà la caccia ai pesci mediante percussione, e, di questa, una metà la pesca coll'amo; di questa, quella metà che si fa dando il colpo dal basso in alto e tirando, con una denominazione assunta da quella all'azione stessa e così ad essa assimilata, è stata chiamata "pesca colla lenza", l'oggetto della nostra ricerca». Come viene indicato questo metodo?
Nel dialogo «Sofista», Platone ritiene che la tecnica diairetica sia propria dell'arte ...
Nel «Timeo», il protagonista dice: «Tutti, o Socrate, anche se poco assennati, nel tentare qualsiasi impresa, o piccola o grande, sempre invocano qualche dio. E noi che siamo per parlare dell'universo, com'è nato o se anche è senza nascimento, se proprio non deliriamo, è necessario che, invocando gli dèi e le dee, li preghiamo che ci facciano dire ogni cosa .
Proprio all'inizio del «Timeo» si dice: «Prima di tutto, secondo la mia opinione, si devono distinguere queste cose. Che cos'è "quello che sempre è e non ha nascimento", e che cos'è "quello che nasce sempre e mai non è"?». Subito dopo si dice che "quello che sempre è e non ha nascimento" ...
Proprio all'inizio del «Timeo» si dice: «Prima di tutto, secondo la mia opinione, si devono distinguere queste cose. Che cos'è "quello che sempre è e non ha nascimento", e che cos'è "quello che nasce sempre e mai non è"?». Subito dopo si dice che a "quello che nasce sempre e mai non è" ...
Dialogo «Timeo»: «Dunque, intorno a tutto il cielo o mondo o, se voglia chiamarsi con altro nome, si chiami pure così, conviene prima considerare ... se esso è stato sempre, senz'avere principio di nascimento, o se è nato, cominciando da un principio». Qual è il pensiero di Platone?
Platone dice nel «Timeo»: «Noi poi diciamo che quello ch'è nato deve necessariamente esser nato da qualche cagione. Ma è difficile trovare il fattore e padre di quest'universo, e, trovatolo, è impossibile indicarlo a tutti». E allora, il demiurgo ...
Secondo le indicazioni del «Timeo» platonico, il mondo è fatto secondo il modello eterno.
«Timeo»: «Se dunque, o Socrate, dopo che molti han detto molte cose intorno agli dèi e all'origine dell'universo, non possiamo offrirti ragionamenti in ogni modo seco stessi pienamente concordi ed esatti, non ti meravigliare; ma, purché non ti offriamo discorsi meno verosimili di quelli di qualunque altro, dobbiamo essere contenti, ricordandoci che io che parlo e voi, giudici miei, abbiamo natura umana: sicché intorno a queste cose conviene accettare una favola verosimile, né cercare più in là.». Che significa questo brano?
Secondo il «Timeo» platonico, l'artefice divino del mondo compì la sua opera agendo sulla materia in continuo movimento. Infatti diede una regola, un ordine al suo movimento disordinato. Perché lo fece?
Nel «Menone» il protagonista pone a Socrate una domanda. Va bene: la filosofia è ricerca; ma com'è possibile che si cerchi quello che non si conosce? Infatti: quel che si cerca, non si conosce; e quel che si conosce, non si cerca! Socrate, in risposta, definisce questa come ...
Nel «Sofista» si legge: «Distinguere con esattezza una determinata ed unica nota caratteristica del reale fra molte altre di cui ciascuna sta come una unità separata dalle altre, una nota dico appartenente a tutte queste, e così molte, diverse fra loro, tutte circondate dal di fuori da una sola, e poi una sola di queste che inerisce con continuità a molte totalità di esse ed è in se stessa una unità continua, e ancora molte, distinte, e assolutamente non collegate fra loro. Questo è in fin dei conti il saper distinguere per generi, vedendo dove ciascuno di essi può e dove non può entrare in comunicazione». La questione è: il suddividere per generi è operazione ...
Per Platone, l'arte dialettica è propria ...
Nel «Menone» Platone mette a confronto il filosofo e il sofista, e dice ...
Nel «Menone», Socrate dimostra come anche uno schiavo ignorante riesce a
Menone, nel dialogo omonimo, asserisce la tesi che non è possibile all'uomo cercare né "quello che sa" e neppure "quello che non sa": quel che sa perché, conoscendolo, non ha bisogno di cercarlo; quel che non sa perché neppure sa cosa cerca. Qual è l'atteggiamento di Socrate?
Nel «Teeteto», sulla tesi che la sensazione sia conoscenza Platone …
Alla domanda di Socrate: «Che cos'è la virtù», Menone, nell'omonimo dialogo platonico, risponde in modo che Socrate stesso esclami: «Quale mai fortuna sembra mi sia toccata, Menone! Andavo cercando una sola virtù, ed ecco che grazie a te già ne trovo uno sciame. ». Ma che cosa cercava Socrate?
Nella «Repubblica» Platone indica tre classi. Perché proprio tre?
Il personaggio Socrate, nella «Repubblica» di Platone, parlando dei gradi del conoscere, dice: «Tu ricordi che dopo aver distinto tre parti nell'anima, abbiamo determinato per via di confronti che cosa fossero rispettivamente la giustizia, la temperanza, il coraggio e la sapienza». Si tratta, come si vede, di virtù dell'anima. E perché Socrate ne parla discorrendo di Stato ideale?
Il personaggio Socrate, nella «Repubblica» di Platone, parlando dei gradi del conoscere, dice: «Tu ricordi che dopo aver distinto tre parti nell'anima, abbiamo determinato per via di confronti che cosa fossero rispettivamente la giustizia, la temperanza, il coraggio e la sapienza». Ora, la sapienza è la virtù ...
Il personaggio Socrate, nella «Repubblica» di Platone, parlando dei gradi del conoscere, dice: «Tu ricordi che dopo aver distinto tre parti nell'anima, abbiamo determinato per via di confronti che cosa fossero rispettivamente la giustizia, la temperanza, il coraggio e la sapienza». Ora, il coraggio è la virtù ...
Il personaggio Socrate, nella «Repubblica» di Platone, parlando dei gradi del conoscere, dice: «Tu ricordi che dopo aver distinto tre parti nell'anima, abbiamo determinato per via di confronti che cosa fossero rispettivamente la giustizia, la temperanza, il coraggio e la sapienza». Ora, la temperanza è la virtù ...
Il personaggio Socrate, nella «Repubblica» di Platone, parlando dei gradi del conoscere, dice: «Tu ricordi che dopo aver distinto tre parti nell'anima, abbiamo determinato per via di confronti che cosa fossero rispettivamente la giustizia, la temperanza, il coraggio e la sapienza». Ora, la giustizia è virtù connessa a ...
Platone dice che per governare bene lo Stato ci vuole assolutamente ...
Per Platone alle idee si arriva ...
Nella «Repubblica» Platone sostiene che ciò che, nel mondo visibile, è il sole rispetto alla vista e agli oggetti visibili, nel mondo intelligibile è ... rispetto all'intelletto e agli oggetti intelligibili. [Riempire ciò che manca]
Nella «Repubblica» di Platone il bene è ...
Per Platone il pensiero «dianoetico» è il pensiero ...
«Repubblica»: «Supponi ora di prendere una linea bisecata in segmenti ineguali e, mantenendo costante il rapporto, dividi a sua volta ciascuno dei due segmenti, quello che rappresenta il genere visibile e quello che rappresenta il genere intelligibile; e, secondo la rispettiva chiarezza e oscurità, tu avrai ... ». Questa è l'immagine adottata da Platone a proposito dei gradi del sapere. Ora, qual è l'ordine ascendente, dei diversi gradi?
«Ora, ecco il mio parere: nel mondo conoscibile, punto estremo e difficile a vedersi è ... ; ma quando la si è veduta, la ragione ci porta a ritenerla per chiunque la causa di tutto ciò che è retto e bello; e nel mondo visibile essa genera la luce e il sovrano della luce, nell'intelligibile largisce essa stessa, da sovrana, verità e intelletto. E chi vuole condursi saggiamente in privato o in pubblico deve vederla». E' un passo della «Repubblica» di Platone, incluso nel cosiddetto «Mito della caverna». Qual è questa idea difficile a vedersi?
Per Platone, lo Stato sarebbe meglio guidato se al governo ci fossero ...
«Repubblica». «Mito della caverna». secondo Platone, chi è riuscito a vedere il sole, cioè a contemplare l'idea del Bene ...
«Repubblica». Per una buona amministrazione dello Stato occorre che a governare siano persone ...