LO STRANIERO. Avanti dunque, cominciamo a trattarne da questo punto. Tu dimmi: Dobbiamo considerare chi è pescatore con la lenza come un artefice o piuttosto come un uomo sprovveduto d'arte ed invece dotato di qualche altra capacità?
TEETETO. Non è per nulla sprovveduto d'arte.
Lo STR. Ma il complesso di tutte le arti, direi, si suddivide in due specie.
TEET. Come?
Lo STR. L'agricoltura ed ogni altra simile cura che viene dedicata ad ogni tipo di corpo mortale, e, d'altra parte, ogni arte che si riferisce a quanto viene composto e modellato, e noi denominiamo "oggetto", e poi l'arte della imitazione finalmente, tutto questo potrebbe essere correttamente indicato con una sola denominazione.
TEET. Perché e con quale?
Lo STR. A proposito di quanto non sussiste in un momento antecedente e qualcuno conduce all'essere in un momento susseguente, noi diciamo che chi ciò conduce all'essere "fa" e ciò che viene condotto all'essere "vien fatto".
TEET. Giusto.
Lo STR. Tutte le arti che noi or ora finimmo di enumerare, tutte hanno in questo la loro potenza.
TEET. Sicuro.
Lo STR. E allora riassumendo chiamiamole tutte insieme "arte del fare".
TEET. Sia.
Lo STR. D'altra parte c'è, poi, tutta la specie dell'arte dell'istruzione, e poi quella della conoscenza, quella del guadagno, e quella della lotta, e ancora quella della caccia; e poiché nessuna di tali arti produce qualche cosa, ma le une coi discorsi e le azioni si impossessano delle cose che sono in natura o che sono state fatte dall'uomo, le altre oppongono un impedimento a chi se ne vuole impossessare, io direi che, meglio che in ogni altro modo, converrebbe tutte insieme denominarle "arte, in certo senso, dell'acquisire".
TEET. Sì, sarebbe giusto.
Lo STR. E allora, Teeteto, se tutte le arti si compendiano nell'arte dell'acquisire e nell'arte del fare, in quale delle due noi porremo l'arte del pescare con la lenza?
TEET. E chiaro, nell'arte dell'acquisire.
Lo STR. Ma non sono forse due le specie di quest'arte? L'una è l'arte degli scambi che avvengono fra due parti per volontà di ambedue per mezzo di donazioni, per mezzo del pagamento di salario e per mezzo della compravendita; l'altra che, in complesso, riguarda l'impadronirsi di qualche cosa sia con l'azione che con il discorso, è l'arte appunto dell'impadronirsi. Non ti pare?
TEET. Risulta almeno chiarissimo da quanto è stato detto.
Lo STR. E allora? Non si deve suddividere in due anche l'arte dell'impadronirsi?
TEET. E come?
Lo STR. Ponendo, da una parte, come lotta, tutto ciò che di essa si fa allo scoperto, e dall'altra, come caccia, tutto ciò che, invece, avviene di nascosto.
TEET. Sì.
Lo STR. E certo che sarebbe stoltezza il non suddividere in due anche l'arte della caccia.
TEET. Di' come.
Lo STR. Distinguendo la caccia agli esseri inanimati dalla caccia agli esseri animati.
TEET. Certamente, se almeno ci sono ambedue questi tipi di caccia.
Lo STR. Come fanno a non esserci? Ora poi è fuori di dubbio che noi dobbiamo lasciare da parte la caccia agli esseri inanimati, la quale non ha nomi distintivi all'infuori di alcuni che riguardano certe parti dell'arte del tuffarsi e poche altre cose simili, ma la caccia agli esseri animati chiamiamola "caccia agli animali".
TEET. Sia pure.
Lo STR. Della caccia agli animali non è giusto affermare l'esistenza di due specie, una relativa al genere degli animali che vivono sulla terra ferma, specie la quale a sua volta si distingue secondo molte altre specie e nomi, e la diremo "caccia agli animali terrestri", una seconda che si riferisce agli animali che nuotano,' e la diremo complessivamente "caccia acquatica"?
TEET. Senza dubbio.
Lo STR. Del genere dei nuotatori noi vediamo che c'è una specie che è dotata di ali, un'altra che sta sempre sott'acqua.
TEET. Come no?
Lo STR. E ogni tipo di caccia agli animali alati noi lo indichiamo col nome di una determinata caccia agli uccelli.
TEET. E vero.
Lo STR. Ed io direi pure che tutto il complesso della caccia agli animali che stanno sempre sott'acquasi dice pesca.
TEET. Sì.
Lo STR. Ebbene? Non dovremmo forse suddividere anche questo tipo di caccia in due grandi parti?
TEET. E quali?
Lo STR. Queste: l'una si fa automaticamente per mezzo di chiusure; l'altra colpendo direttamente la preda.
TEET. Come dici e come dividi l'una dall'altra?
Lo STR. In questo modo: tutto ciò che chiude all'intorno qualche cosa per essere a questa di impedimento mi par giusto chiamarlo "chiusura".
TEET. E giusto.
Lo STR. Forse che diremo altrimenti che "chiusure" le nasse, le reti, i calappi, le trappole da pesca e simili?
TEET. Per nulla.
Lo STR. Con questi mezzi dunque avviene quella parte della caccia ai pesci che noi chiameremo "caccia per chiusura" o in qualche altro modo che vi si avvicini.
TEET. Sì.
Lo STR. Ma quella che si fa dando colpi d'amo e di tridente è cosa diversa, e noi ora dobbiamo denominarla, con una sola espressione, "caccia in certo senso a percussione"; oppure, Teeteto, come si può dir meglio?
TEET. Tralasciamo di discutere il nome, anche quanto si è detto può bastare allo scopo.
Lo STR. La parte della caccia a percussione fatta di notte io penso sia accaduto ai pescatori stessi di chiamarla "pesca col fuoco", perché appunto fatta alla luce del fuoco.
TEET. Senza dubbio alcuno.
Lo STR. Ma invece quella fatta di giorno, dato che anche i tridenti portano all'estremità gli ami, la si è chiamata complessivamente "pesca coll'amo".
TEET. Si dice così infatti.
Lo STR. La caccia a percussione coll'amo, che si mette in atto colpendo dall'alto in basso, perché ciò si fa per lo più col tridente, qualcuno la chiama, credo, "pesca col tridente".
TEET. Sì, alcuni la chiamano così.
Lo STR. E così è una sola la specie che ci resta da enunciare.
TEET. Quale?
Lo STR. La specie relativa alla percussione opposta a quella già vista, e cioè la percussione che si fa coll'amo e non in un qualsiasi punto del corpo dei pesci, dove càpita che qualcuno colpisca, come col tridente, ma ogni volta avviene colpendo il capo e la bocca della preda e tirando col bastone o con la canna dal basso verso l'opposto, verso l'alto; con quale denominazione si deve indicare ciò, Teeteto?
TEET. Io penso che quella cosa che prima noi ci proponemmo di ritrovare, proprio quella ora noi siamo giunti a scoprire.
Lo STR. E così ora tu ed io per quanto riguarda la pesca colla lenza non solo siamo concordi nella denominazione, ma anche abbiamo acquisito in maniera soddisfacente il discorso che rende ragione della cosa. Di tutta l'arte infatti una metà abbiamo visto essere l'arte dell'acquisire, e, di questa, una metà quella dell'impadronirsi, e, di questa, una metà la caccia, e, di questa, una metà la caccia agli animali, e, di questa, una metà la caccia agli animali acquatici, e, di questa, la metà che sta in basso abbiamo visto essere la pesca nel suo complesso, e, di questa, una metà la caccia ai pesci mediante percussione, e, di questa, una metà la pesca coll'amo; di questa, quella metà che si fa dando il colpo dal basso in alto e tirando, con una denominazione assunta da quella all'azione stessa e così ad essa assimilata, è stata chiamata "pesca colla lenza", l'oggetto della nostra ricerca.
TEET. Questo è stato del tutto chiarito in maniera soddisfacente.