L'oggetto della metafisica

ARISTOTELE, Metafisica, cit., vol. I, pp. 291-292.


C'è una scienza che considera l'essere in quanto essere e le proprietà che gli competono in quanto tale.
Essa non si identifica con nessuna delle scienze particolari: infatti nessuna delle altre scienze considera l'essere in quanto essere in universale, ma, dopo aver delimitato una parte di esso, ciascuna studia le caratteristiche di questa parte. Così fanno, ad esempio, le matematiche.

Orbene, poiché ricerchiamo le cause e i principi supremi, è evidente che questi devono essere cause e principi di una realtà che è per sé.
Se, dunque, anche coloro che ricercavano gli elementi degli esseri, ricercavano questi principi , necessariamente quegli elementi non erano elementi dell'essere accidentale, ma dell'essere come essere.
Dunque, anche noi dobbiamo ricercare le cause prime dell'essere in quanto essere.

L'essere si dice in molteplici significati, ma sempre in riferimento ad una unità e ad una realtà determinata.
L'essere, quindi, non si dice per mera omonimia, ma nello stesso modo in cui diciamo «sano» tutto ciò che si riferisce alla salute:

  • o in quanto la conserva,
  • o in quanto la produce,
  • o in quanto ne è sintomo,
  • o in quanto è in grado di riceverla;
  • o anche nel modo in cui diciamo «medico» tutto ciò che si riferisce alla medicina:
  • o in quanto possiede la medicina,
  • o in quanto ad essa è per natura ben disposto,
  • o in quanto è opera della medicina.
    E potremmo addurre ancora altri esempi di cose che si dicono nello stesso modo di queste.
    Così, dunque, anche l'essere si dice in molti sensi, ma tutti in riferimento ad un unico principio.
  • Alcune cose sono dette esseri perché sono sostanza,
  • altre perché affezioni della sostanza,
  • altre perché vie che portano alla sostanza,
  • Oppure perché corruzioni, o privazioni, o qualità, o cause produttrici o generatrici sia della sostanza, sia di ciò che si riferisce alla sostanza, o perché negazioni di qualcuna di queste, ovvero della sostanza medesima.
    (Per questo, anche il non-essere diciamo che è non-essere).

    Ora, come di tutte le cose che son dette «sane» c'è una unica scienza, così è anche negli altri casi.
    Infatti, non solo compete ad un'unica scienza lo studio delle cose che si dicono in un unico senso, ma anche lo studio delle cose che si dicono in diversi sensi, però in riferimento ad un'unica natura: infatti anche queste, in certo quai modo, si dicono in un unico senso.
    E' evidente, dunque, che gli esseri saranno oggetto di una unica scienza, appunto in quanto esseri.
    Tuttavia, in ogni caso, la scienza ha come oggetto, essenzialmente, ciò che è primo, ossia ciò da cui dipende ed in virtù di cui viene denominato tutto il resto.
    Dunque, se questo primo è la sostanza, il filosofo dovrà conoscere le cause e i principi della sostanza.