E' necessario in verità che tutto ciò che si muove verso il basso o verso l'alto abbia o leggerezza o peso, o l'uno e l'altra insieme, non però in rapporto al medesimo termine; è infatti nel rapporto reciproco che questi corpi sono pesanti e leggeri, come ad esempio l'aria rispetto all'acqua e l'acqua rispetto alla terra.
Invece il corpo che si muove circolarmente è impossibile che abbia peso o leggerezza, perché né secondo natura né contro natura s'ammette che esso possa muoversi o verso il centro o in direzione opposta al centro.
Ora, poiché è nella stessa direzione che si muovono secondo natura e il tutto e la parte, ad esempio tutta la terra e una piccola zolla, ne consegue
Similmente, è conforme a ragione concepire questo corpo anche come ingenerato, incorruttibile, e non soggetto ad accrescimento o alterazione, perché tutto ciò che diviene, diviene movendo da un contrario e in presenza di un sostrato, e parimenti si corrompe in presenza di un sostrato e sotto l'azione d'un contrario e passando a un contrario, come s'è detto nella prima parte della nostra trattazione; i contrari hanno anche moti contrari.
Ma se non è possibile che questo corpo abbia un contrario, in quanto è escluso anche che vi possa essere un moto contrario alla traslazione circolare, a ragione la natura sembra aver escluso dal numero dei contrari ciò che doveva essere ingenerato (e incorruttibile); è nei contrari infatti che generazione e corruzione hanno luogo.
E si deve anche considerare che tutto ciò che subisce accrescimento s'accresce - (e ciò che subisce diminuzione diminuisce) - per opera di qualcosa di congenere che gli si aggiunge e si risolve nella sua materia; questo corpo invece, non v'è nulla da cui sia venuto a essere.
Ma se non è soggetto ad accrescimento e a diminuzione, cade sotto la stessa ragione concepirlo anche come inalterabile. L'alterazione infatti è un movimento secondo il «quale», ma gli abiti e le disposizioni proprie del «quale» non si producono senza i mutamenti secondo le affezioni, come ad esempio salute e malattia. E noi vediamo che tutti i corpi naturali soggetti a mutazione secondo affezione, subiscono anche accrescimento e diminuzione, come ad esempio i corpi degli animali e le loro parti, e quelli delle piante: e così è anche per gli elementi. Per modo che, se il corpo circolare non ammette né accrescimento né diminuzione, è conforme a ragione che esso sia anche inalterabile.
Una volta accettate le premesse, da quanto ora esposto risulta dunque evidente che il corpo primo
Se dunque esiste una natura divina, come esiste, anche quanto ora si è detto intorno alla prima sostanza corporea è stato detto nel modo dovuto. E a questo si giunge, in maniera sufficientemente certa, anche attraverso l'attestazione del senso, almeno per quanto può essere certa la testimonianza umana.
In tutto il tempo trascorso, infatti, stando a quanto si è tramandato dagli uni agli altri, appare che l'ultimo cielo non ha subito alcun mutamento, né nel suo insieme, né in alcuna delle parti a esso proprie. E anche il suo nome pare che dagli antichi si sia tramandato fino ai nostri giorni, concependo essi al modo stesso che anche noi diciamo; non una volta sola, né due, ma ripetute volte si deve infatti ritenere che le medesime credenze giungano fino a noi.
Considerando il corpo primo come un'altra sostanza oltre a terra, fuoco, aria e acqua, essi chiamarono il luogo eccelso etere (aither), e gli diedero questo nome perché esso corre sempre (aei them) nell'eternità del tempo.